Elezioni in Islanda, chi ha vinto davvero?

elezioniCon un libro sulle vicende islandesi appena terminato di scrivere, che verrà pubblicato a breve, seguo dall’Italia le elezioni politiche del 27 aprile in Islanda. Dapprincipio resto incredulo di fronte ai risultati. Vince il Pi, il Partito dell’indipendenza, la fazione politica che più di ogni altra è stata responsabile della crisi.

Si tratta dello stesso Pi che fu a lungo guidato da David Oddsson, vero e proprio “dottor shock” islandese (per usare l’espressione coniata dalla giornalista canasdese Naomi Klein), iniziatore e principale fautore delle liberalizzazioni che a partire dai primi anni duemila tolsero ogni briglia al settore finanziario, causando la bolla finanziaria che spinse il paese sull’orlo del fallimento sul finire del 2008.

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Gli islandesi approvano la nuova costituzione partecipata!

costituzioneLa mattina di domenica scorsa, 21 ottobre 2012, Gudmundur Gunnarsson, un membro del consiglio costituente islandese nonché padre della cantante Björk era di buon umore. Intervistato, ha detto alla stampa: “Coloro che hanno sperato in una società più giusta si sono svegliati felici questa mattina”.

Il perché della felicità di Gudmundur è presto detto: il giorno precedente il popolo islandese aveva votato e approvato con un referendum il testo della nuova costituzione nazionale. Un testo innovativo sia nei contenuti che nel metodo utilizzato per scriverlo, continuazione ideale delle rivolte che a partire dal 2008 hanno provocato la caduta del governo e l’annullamento del debito Icesave. Il testo approvato dal popolo dovrà superare ora un ultimo scoglio: il vaglio dell’Althingi, il parlamento islandese.

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Viaggio in Islanda, riflessioni sull’acqua e la democrazia

Seljalandsfoss-IMG_2806“Come è possibile che sia successo questo, che qualcuno si sia appropriato dell’acqua?” mi chiedevano stupiti i commensali. “Questo qui in Islanda non potrebbe mai succedere. Sarebbe lo stesso che privatizzare l’aria!”

“Anche in Italia,cinquant’anni fa, se tu avessi detto a mio nonno che in futuro l’acqua sarebbe appartenuta a privati ti avrebbe probabilmente riso in faccia e mandato bonariamente a quel paese”, provavo a rispondere.

Mi trovavo a Reykjavik, capitale islandese, a casa della figlia di Salvor, un’attivista di Attac Iceland che ci ha ospitato – me e Marco, mio compagno di viaggio – per tutta la durata della nostra permanenza. Mentre aspettavamo di cenare conversavamo sulla situazione del paese. Mi è capitato di fare riferimento all’Italia, in particolare al movimento per la ripubblicizzazione dell’acqua.

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Islanda, il paese che ha rifiutato di pagare il debito

Tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 l’Islanda ha avviato una ‘rivoluzione’ contro il debito e l’oligarchia finanziaria. Si tratta di un esempio importantissimo, in particolare se si considera la situazione economica attuale dell’Italia e di molte altri nazioni europee.

In questo video, proiettato il 26 maggio a Firenze in occasione di Terra Futura, Andrea Degl’Innocenti, autore di numerosi articoli sul tema, a colloquio con Hordur Torfason, organizzatore dei giorni delle rivolte in Islanda, ricostruisce i passi che hanno portato l’Islanda a rifiutare di pagare il debito pubblico ancorato al sistema bancario.

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“Come ho guidato la rivoluzione islandese”, incontro con Hordur Torfason

hordur1Hordur Torfason ha avuto una vita intensa, spesso difficile. Cantante ed attore di successo è nato e cresciuto in Islanda, fin quando nel 1975, ad appena trent’anni, è stato costretto a lasciare il paese dopo aver ricevuto minacce di morte per essersi dichiarato gay, uno dei primi a farlo apertamente in Islanda; vi è tornato anni dopo per fondare Samtökin ’78, l’associazione per i diritti dei gay più importante del paese; infine ha guidato le rivolte popolari del 2008, che hanno portato alle dimissioni del governo, dei governatori della banca centrale e dell’authority di controllo finanziario.

Una vita difficile, dicevamo. Eppure, a vederlo mentre mi viene incontro assieme al marito con aria sorridente e rilassata fuori dalla stazione di Venezia, non lo si direbbe. Parla un inglese perfetto e prende molto sul serio il proprio mestiere. “L’artista ha un ruolo sociale fondamentale – mi dice più tardi – deve criticare la società, tenere gli occhi aperti verso il potere, capire la realtà e poi deve parlare con la gente, coinvolgerla, e convincerla a fare lo stesso”.

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In concerto per Il Cambiamento, tra Islanda e Musica da cucina

Luogo: Nuovo Cinema Palazzo
http://www.nuovocinemapalazzo.it/

Musica da cucina di Fabio Bonelli
http://www.fromthemountains.com/

Riprese e Montaggio: staff manifestopea08
http://www.youtube.com/user/manifestopea

Mercoledì 21 marzo alle ore 21.00 all’interno dell’ex-cinema Palazzo di Roma – Sala Vittorio Arrigoni – ci sarà una serata di informazione e musica a cura de Il Cambiamento.it.

In apertura Daniel Tarozzi, Direttore Responsabile de Il Cambiamento.it, presenterà il giornale nato per raccontare e mettere in movimento l’Italia che cambia. A seguire,Andrea Degl’Innocenti, giornalista, racconterà l’esperienza islandese, il paese che ha detto NO al debito.

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In Islanda lo Stato paga i mutui. E continuano le indagini sul crack

islanda_5d13s.T0Torniamo a parlare d’Islanda. Dalla piccola isola di soli 320mila abitanti continuano ad arrivare notizie confortanti. Un rapporto pubblicato dalla Icelandic Financial Services Association ha reso noto che a partire dal 2008 le banche islandesi hanno annullato debiti e mutui a circa un quarto della popolazione, per una cifra totale che ammonta al 13 per cento del Pil islandese. Intanto continuano le inchieste per far luce sul crack finanziario del 2008.

Molte famiglie islandesi rischiavano la bancarotta, visto che si trovavano gravate da mutui contratti in altre valute che l’improvvisa svalutazione della Corona aveva reso d’un tratto insostenibili. Il governo decise così di venire incontro a queste famiglie e strinse un accordo con le banche (che in parte ancora possiede).

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