“Islanda chiama Italia”, arriva anche la versione cartacea – l’intervista del Cambiamento.it

aDSC_4088È ufficiale: da ieri “Islanda chiama Italia” è uscito in libreria (e sull’e-shop di Macrolibrarsi) nella sua versione cartacea. Nell’occasione vi ripropongo questa intervista sul libro realizzata da Alessandra Profilio per il Cambiamento.

Il racconto della ascesa e della caduta del sogno islandese, dalla nascita della società neoliberale, fino alle vicende più recenti, che hanno visto gli abitanti dell’isola ribellarsi contro i propri governanti corrotti, contro i banchieri senza scrupoli che avevano condotto il paese al collasso, contro l’intera comunità internazionale che premeva per il pagamento di un debito ingiusto, contratto da banche private.

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“Islanda chiama Italia” fra pochi giorni in libreria!

cover_ariannaAncora una manciata di giorni e poi “Islanda chiama Italia” sarà disponibile anche nella sua versione cartacea, edito da Arianna Editrice. A quattro mesi dal lancio dell’e-book curato da Ludica, che ha riscontrato un notevole successo fra i lettori, la storia delle rivolte islandesi sbarca in libreria. Qui di lato potete vedere un’anteprima della nuova copertina.

Nella sezione “Presentazioni” potrete trovare l’elenco continuamente aggiornato degli incontri e delle presentazioni che terrò in giro per l’Italia. Alcune di queste saranno fatte assieme a Daniel Tarozzi. Daniel è l’autore di “Io faccio così. Viaggio in camper alla scoperta dell’Italia che cambia” (Chiare Lettere, 2013), una raccolta delle incredibili esperienze di cambiamento incontrate nel suo viaggio di 7 mesi per tutta la penisola. Inoltre è creatore, assieme a me e ad altri, del nuovo progetto editoriale “Italia che cambia”.

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L’Islanda non vuole più l’Europa, chiusi i negoziati con l’Ue

islanda_ueL’Islanda e l’Europa si allontanano. Non geograficamente, s’intende: l’isoletta spersa nel mare del Nord resta sempre lì, a circa 1500 chilometri dalla Gran Bretagna. Ma politicamente, quello sì. Dall’interno dell’Althingi, il parlamento islandese, Bragi Sveinsson, ministro degli Esteri della coalizione di centro-destra al governo da aprile, ha messo un freno alla procedura di adesione dell’Isola all’Unione europea.

A partire dal 12 settembre i negoziati per l’ingresso dell’isola all’interno della Ue sono ufficialmente sospesi a tempo indeterminato. Lo stop ai colloqui di adesione ed un generale rifiuto delle politiche di austerità europee erano stato il cavallo di battaglia dei vincitori durante la campagna elettorale e la promessa agli elettori è stata mantenuta.

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“Islanda chiama Italia”, l’introduzione

2013-05-27 17.13.39_PeterA tutti sarà capitato, per una sventura o per un’altra, di giocare al gioco delle sedie. A qualcuno a scuola, ad altri in campeggio, a chi infine in qualche villaggio vacanze – un po’ squallido, ammettiamolo. Ma non è questo il punto. È quel gioco in cui c’è sempre una sedia in meno rispetto al numero di giocatori. Finché c’è la musica tutti stanno in piedi e camminano e ballano, parlano fra loro e scherzano, magari si divertono pure; poi la musica finisce ed ognuno si precipita alla ricerca di una sedia. E inevitabilmente qualcuno alla fine resta in piedi.

Ecco, l’economia contemporanea dalle cifre gonfiate a dismisura dalla speculazione finanziaria mi sembra simile al gioco delle sedie. In una variante un po’ particolare, in cui i giocatori sono diverse centinaia e le sedie, ahimè, solo poche decine. Ora, finché c’è la musica ci si può illudere facilmente che ci siano sedie a sufficienza per tutti. Si ride, si scherza, magari ci si diverte, si pensa ad altro. Ma prima o poi la musica finisce. E stavolta a rimanere in piedi sono in parecchi. Certo, questo non è un problema finché c’è la musica. Fino a poco tempo fa in pochi si erano chiesti cosa sarebbe accaduto dopo, e a quei pochi avevamo accordato l’ascolto che merita un compagno di classe fastidioso e un po’ sfigato che nessuno ha invitato alla festa, venuto solo per guastarci il divertimento.

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“Islanda chiama Italia”, la prefazione di Loretta Napoleoni

ImmagineL’esperienza dell’Islanda è oggi più che mai attuale. A metà 2013 Eurolandia ha cambiato mantra ed ha ammesso, anche se non esplicitamente, che la politica di austerità imposta alla periferia non ha funzionato. Siamo lontani ancora dall’analisi critica del debito sovrano, da come questo si è accumulato e dalla schiavitù che tutto ciò rappresenta per noi cittadini, ma almeno un piccolo passo in avanti verso una politica di risanamento e di recupero dell’economia nazionale è stato fatto. Basterà? sicuramente no se continuiamo a farci governare dagli euroburocrati.

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Da oggi è in vendita il libro “Islanda chiama Italia”!

prova finale 9 con prefazione napoleoniDopo molti mesi di lavoro, oggi esce finalmente il mio libro “Islanda chiama Italia – Storia del paese che rifiutò il debito“. Lo potete acquistare cliccando sulla copertina qui sulla destra. Per ora è scaricabile solo come e-book, in versione ePub e pdf.

Abbiamo deciso assieme all’editore, per scelta, di non apporre nessun tipo di codifica a tutela del diritto d’autore sui file del libro. Ciò significa che niente vi impedisce di acquistarne una copia e poi passarla a chiunque. Lo abbiamo fatto perché informare è il nostro scopo principale, a costo di rimetterci economicamente. Tuttavia ricordate che questo libro è frutto di duro lavoro e di notevoli spese, tutte effettuate a nostro carico e senza alcun tipo di finanziamento. Se avete a cuore la libertà d’informazione e volete che continuiamo ad esercitarla senza compromessi, vi preghiamo di acquistare regolarmente il libro. Otto euro non sono poi tanti!

Spero che vi piaccia, buona lettura!

Andrea Degl’Innocenti

P.s. Entro breve il libro sarà acquistabile anche con una percentuale in SCEC!

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Islanda, dopo le elezioni il governo della rabbia

l43-islanda-130426203029_mediumAlla fine è andata come quasi tutti immaginavano, molti temevano. Il Partito dell’indipendenza ed il Partito progressista hanno formato un governo di centrodestra, come negli anni d’oro del liberismo più sfrenato. “Penso che molte persone rimarranno sorprese da come verrà formato il governo. Non esistono solamente due torri”, mi aveva detto speranzosa Birgitta Jonsdottir, leader del partito pirata islandese (lo stesso balzato recentemente agli onori della cronaca internazionale per aver offerto protezione a Edward Snowden, la “gola profonda” che ha rivelato alla stampa i segreti dei programmi di sorveglianza della National Security Agency americana).

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