Il Partito Pirata può vincere le elezioni in Islanda

Questo sabato l’Islanda conoscerà la composizione del suo nuovo parlamento e saprà se quel processo di partecipazione diffusa nato con i movimenti sociali e le manifestazioni contro il governo e le banche del 2008 (ai tempi del crash economico) troverà infine uno sbocco anche istituzionale.

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A pochi giorni dal voto i sondaggi danno il Partito Pirata islandese guidato da Birgitta Jonsdottir in vantaggio di 1,5 punti percentuali sul conservatore Partito dell’Indipendenza. Un’inezia che però fa da spartiacque fra due modi di intendere la politica e la società completamente opposti.

Il Partito dell’Indipendenza è l’emblema in Islanda della politica tradizionale, traino della finanziarizzazione dell’economia e importatore del modello neoliberista che ha condotto il paese sull’orlo del collasso economico e sociale nel primo decennio dei Duemila.

Il Partito Pirata invece è invece un’emanazione del movimento popolare nato in seno alle proteste antigovernative e contro il debito. Ha come suo primo obiettivo l’adozione della nuova costituzione (scritta in maniera partecipata, approvata da un referendum e lasciata nei cassetti dall’attuale governo) e in generale si batte per la libertà d’informazione e l’introduzione di nuove forme di democrazia partecipativa. Anche la campagna elettorale è stata finanziata attraverso un crowdfunding dal basso.

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“E ‘un movimento popolare,” ha detto al Washington Post la fondatrice e candidata premier Birgitta Jonsdottir, poetessa ed ex attivista di WikiLeaks, “Siamo persone comuni in grado di andare in parlamento e cambiare le leggi e i privilegi che conferiscono troppo potere a troppe poche persone. E ‘un messaggio di speranza”.

Il Partito Pirata islandese è parte di un movimento politico globale che è nato in Svezia nel 2006 con l’obiettivo di introdurre una riforma del copyright digitale nell’ottica dei creative commons. I pilastri fondanti del movimento sono la democrazia diretta, i diritti civili, la trasparenza e l’accesso del pubblico alle informazioni.

Nel 2013, tre membri del Partito Pirata dell’Islanda sono stati eletti al parlamento, il che rende il paese l’unico al mondo ad avere membri del movimento pirata nel governo.

 

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